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Et per esser vivuto di là, quando

giunse Virgilio; assentirei un Sole

più, che non deggio, al mi' uscir di bando. Volse Virgilio a me queste parole,

con viso che tacendo disse: Taci; ma non pò tutto la virtù, che vole: Che riso et pianto son tanto seguaci

a la passion, di che ciascun si spicca; che men seguon voler ne' più veraci. Io pur sorrisi, come l'uom c'ammicca: per che l'Ombra si tacque; et riguardommi nelli occhi, ove 'l sembiante più si ficca. Et, se tanto labore insieme assommi, disse: Perchè la tua faccia testeso un lampeggiar d'un riso dimostrommi? Or son io d'una parte, et d'altra preso : l'una mi fa tacer; l'altra scongiura, ch' i' dica: ond' i' sospiro; et sono inteso. Dì, 'l mi' Maestro, et non aver paura, mi disse, di parlar; ma parla; et digli quel, ch' e' dimanda con cotanta cura. Ond' io: Forse tu ti maravigli,

antico Spirto, del rider, ch' i' fei ; ma più d'ammiration vo' che ti pigli. Questi, che guida in alto li occhi miei, è quel Virgilio, dal qual tu tolliesti forte a cantar delli Uomini et de' Dei.

Se cagion altra al mi' rider credesti,
lasciala per non vera esser; et credi
quelle parole, che di lui dicesti.
Già si chinava ad abracciar i piedi

al mi' Doctor; ma ei li disse: Frate;

non far; che tu se' Ombra, et Ombra vedi. Et ei surgendo: Or puoi la quantitate

comprender de l'amor, c' a te mi scalda; quando dismento nostra vanitate; Tractando l'Ombre, come cosa salda.

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CANTO VENTESIMOSECONDO.

GA

era l'Angel dietr' a noi rimaso; l' Angel, che n' avea volti al sesto Giro, avendomi dal vis' un colpo raso: Et quei, c'ànno a Giustitia lor disio, decto n'avèn: Beati, in le sue voci; con: Sitio ; et senz' altro ciò forniro: Et io più lieve, che per altre foci, m'andava sì; che, senz' alcun labore, seguiva in su li Spiriti veloci: Quando Virgilio cominciò: Amore, acceso di virtù sempr' altro accese; pur che la fiamma sua paresse fuore. Onde da l'ora, che tra noi discese

nel Limbo de lo 'nferno Giovenale, che la tua affection mi fe' palese ; Mia benvoglenza inverso te fu, quale più strinse mai di non vista persona ; si c'or mi parran corte queste Scale.

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Ma dimmi (et com' amico mi perdona, se troppa sicurtà m'allarga il freno; et com'amico omai meco ragiona ): Come potè trovar dentr' al tu' seno ́luogo Avaritia, tra cotanto senno; di quanto, per tua cura, fosti pieno ? Queste parole Statio muover fenno

un poco a riso pria; poscia rispose: Ogni tu' dir d'amor m'è caro cenno. Veramente più volte appajon cose, che danno a dubitar falsa matera; per le vere cagion, che son nascose. La tua dimanda tuo creder m' avera esser, ch' i' fosse avaro in l'altra vita, forse per quella Cerchia dov' io era. Or sappi, c' Avaritia fu partita

troppo da me: a! questa dismisura
migliaja di Lunari ànno punita.

Et se non fosse, ch' i' drizai mia cura,
quand' io intesi là, ove tu chiame,
crucciato quasi, a l'umana Natura :
Per che non reggi tu, o sacra fame
dell' oro, l'appetito de' Mortali ?
voltando, sentirei le Giostre grame.
Allor m'accorsi, che troppo aprir l'ali
potèn le mani a spender; et pentèmi
così di quel, come delli altri mali.

Quanti risurgeran coi crini scemi

per ignorantia, che di questa pecca tagli' el penter, vivendo et nelli stremi! Et sappi, che la colpa che rimbecca per dricta oppositione alcun peccato, con esso insieme qui su' vèder secca. Però, s'i' son tra quella Gente stato che piange l'Avaritia, per purgarmi; per lo contrario suo m'è incontrato. Or quando tu contasti le crude armi de la doppia tristitia di Jocasta, disse 'l Cantor de' Buccolici carmi, Per quel, che Clio lì con teco tasta, non par che ti facess' ancor Fedele la Fè, sanza la qual ben far non basta. Se così è; quai lumi o quai candele ti stenebraron sì; che tu drizasti poscia diretro al Pescator le vele? Et elli a lui: Tu prima m' inviasti verso Parnaso a ber ne le sue grotte; et prima appresso Dio m'alluminasti. Facesti, come quei che va di notte:

che porta il lume dietro, et sè non giova; ma dopo sè fa le persone docte,

Quando dicesti: Secol si rinova;

torna Giustitia, et primo tempo humano; et progenie scende dal Ciel nova.

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