Del veltro allegorico de'Ghibellini: con altre scritture intorno alla Divina commedia di Dante

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Stamperia del Vaglio, 1856 - 452 pages
 

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Page 112 - Leoni, ma esso medesimo essere stato colui, il quale la donna avea mandato a' forzieri per le scritture, e che avea trovati questi sette Canti, e portatigli a Dino di messer Lambertuccio . Non so a quale io mi debba più fede prestare, ma quel che di questi due si dica il vero o no, mi occorre nelle parole loro un dubbio, il quale io non posso in maniera alcuna solvere che mi soddisfaccia: e il dubbio è questo.
Page 123 - ... 1394, dover quella canzone congiungersi con quella lettera. Laonde illustrando i versi surriferiti co' quali termina la canzone , ei quali ci svelano una parte del pensiero principalissimo, e ci conducono a fermar la data della canzone ad un' ora e della lettera , non può tenersi dall' esclamare : « Son pur belle, son pur affettuose queste parole! Sta in esse il nerbo della canzone, in cui ben era lecito ad ogni uomo di qualsivoglia età finger, poetando, un innamoramento immaginario, una Fillide...
Page 410 - Virgilio, come uomo che ascolta, poiché l'occhio no '1 potea menare a lunga, a cagione dell'aere nero e della nebbia folta: "Pure, — incominciò a dire, — a noi converrà vincere la pugna. ... se non .... Tale ne si offerse — oh quanto tarda a me che altri qui giunga ! „ Ben conobbe Dante com'egli ricoperse con le ultime le sue prime parole tronche, le quali gli davan paura di trarre forse a peggior sentenza ch'ei non tenne. Immaginando che tale persona si attendesse dal primo cerchio del...
Page 124 - Dante non potè tenere il proposito suo dell* aspettare grazia; ma, levatos.i coli' animo altiero, cominciò a dir male di quelli che reggevano la terra, appellandoli scellerati e cattivi, e minacciando loro la debita vendetta per la potenza dell' imperadore, contro la quale diceva esser manifesto eh' essi non avrebbon potuto avere scampo alcuno.
Page 407 - Arabi nella origine loro in opposizione alle religiose dottrine: quindi era l'opera de'grandi ingegni porre ogni studio alla dimostrazione della concordia tra i lumi naturali e quelli della rivelazione. A questo nobile fine in tutto il trattato della Divina Commedia, e nelle altre sue opere adoprò l'Allighieri ogni argomento si dell'arte che della scienza , onde provare che l' ordine di tutte le cose, tanto negli universali , che nei particolari era consonante alla rivelazione dell'eterno Vero.
Page 28 - 1 vaso che '1 serpente ruppe fu e non è; ma chi n'ha colpa, creda che vendetta di Dio non teme suppe. Non sarà tutto tempo senza reda l'aguglia che lasciò le penne al carro, per che divenne mostro e poscia preda; ch'io veggio certamente, e però il narro, a darne tempo già stelle propinque, secure d'ogn'intoppo e d'ogni sbarro, nel quale un cinquecento diece e cinque, messo di Dio, anciderà la fuia con quel gigante che con lei delinque.
Page 414 - Dite, ed a tal fine gioverà ricercare ne' precedenti avvenimenti se dall'Allighieri ne venga dato verun indizio. Perciò, incominciando dal punto in cui a Dante si offerse Virgilio, è da rammentare che questi si manifestò a lui dicendogli esser esso stato poeta, che avea cantato di quel giusto figliuolo di Anchise, e lo invitò a salire...
Page 122 - Firenze, quando al poeta era conceduto d' esercitarli. Qui chiaramente si parla del suo priorato, e Dante afferma, senza più, che fino da quel tempo il marchese Moroello veniva in Firenze. Non era dunque un imberbe questo Moroello; e però crescerebbe la maraviglia, se Dante, quale un Coridone od un Titiro , avesse nell'anno quarantacinquesimo della sua età parlato daddovero, e con tanti spasimi, d'una donna in una lettera privata.
Page 412 - Altri vi fu ancora, che con più grave ed inescusabile errore pensò che questi fosse il divino Salvatore venuto a dischiudere quella porta. A provare quanto lungi dal vero siano andate tali chiose, deesi ricordare rispetto a quella dell'Angelo primieramente qual grande maestro in Divinità si fu l'Allighieri, per non dover mai cadere in sì grosso abbaglio di far discendere entro l'inferno alcuno degli angeli di Paradiso, ad esercitarvi qualsiasi ministero. La Grazia divina potea ben valersi di...
Page 412 - Questa ragione meglio si conferma ponendo a confronto le due opposte descrizioni quali furono fatte dall'Allighieri. , tanto della ignota persona di questo passo, quanto del primo angelo da lui incontrato nella sua peregrinazione. Questi gli apparve tale veramente al giungere ch'esso fece con Virgilio in purgatorio ; e narra che mostravasi ben da lungi per vivissima luce, la quale ognora cresceva appressandosi velocemente a lui : tanto, che i suoi occhi non poterono sostenerla.

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