Paradiso

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Presso Puzziello, 1838
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Page 130 - La provvidenza, che governa il mondo Con quel consiglio, nel quale ogni aspetto Creato è vinto pria che vada al fondo...
Page 215 - Con lui vedrai colui che impresso fue Nascendo, si da questa stella forte, Che notabili fien l'opere sue. Non se ne sono ancor le genti accorte, Per la novella età ; che pur nove anni Son queste ruote intorno di lui torte. Ma pria che'l Guasco l'alto Arrigo inganni, Parran faville della sua virtute In non curar d'argento, né d'affanni. Le sue magnificenze conosciute Saranno ancora si, che i suoi nemici Non ne potran tener le lingue mute. A lui t'aspetta ed a...
Page 189 - Fiorenza, dentro dalla cerchia antica, Ond' ella toglie ancora e terza e nona, Si stava in pace, sobria e pudica. Non avea catenella, non corona, 100 Non donne contigiate, non cintura Che fosse a veder più che la persona.
Page 240 - Com' occhio per lo mare, entro s' interna : Chè, benchè dalla proda veggia il fondo, In pelago nol vede : e nondimeno Egli è, ma cela lui l' esser profondo. Lume non è, se non vien dal sereno, Che non si turba mai, anzi è tenèbra, Od ombra della carne, o suo veneno. Assai t' è mo aperta la latébra, Che t' ascondeva la giustizia viva, Di che facei quistion cotanto crebra, Chè tu dicevi : Un uom nasce alla riva Dell...
Page 390 - Lo creatore a quella creatura Che solo in lui vedere ha la sua pace; E si distende in circular figura In tanto che la sua circonferenza Sarebbe al sol troppo larga cintura.
Page 210 - La contingenza, che fuor del quaderno Della vostra materia non si stende, Tutta è dipinta nel cospetto eterno ; Necessità però quindi non prende, Se non come dal viso, in che si specchia, Nave che per corrente giù discende. Da indi, sì come viene ad orecchia Dolce armonia da organo, mi viene A vista il tempo che ti s
Page 140 - Due archi paralleli, e concolori, « Quando Giunone a sua ancella iube, « Nascendo di quel d'entro quel di fuori, « A guisa del parlar di quella vaga, « Ch'amor consunse, come sol vapori; « E fanno qui la gente esser presaga, « Per lo patto, che Dio con Noè pose, « Del mondo, che giammai più non s'allaga: « Cosi di quelle sempiterne rose « Volgeansi circa noi le due ghirlande, « E si l'estrema all'intima rispose.
Page 389 - Poi come gente stata sotto larve, Che pare altro che prima se si sveste La sembianza non sua in che disparve; Così mi si cambiaro in maggior feste Li fiori e le faville, sì eh' io vidi Ambo le corti del ciel manifeste. O isplendor di Dio per cu' io vidi L' alto trionfo del regno verace, Dammi, virtù a dir com
Page 426 - O somma luce che tanto ti levi da' concetti mortali, alla mia mente ripresta un poco di quel che parevi, e fa la lingua mia tanto possente, ch'una favilla sol della tua gloria possa lasciare alla futura gente; che, per tornare alquanto a mia memoria e per sonare un poco in questi versi, più si conceperà di tua vittoria.
Page 342 - Non fu la sposa di CRISTO allevata Del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto, Per essere ad acquisto d' oro usata ; Ma per acquisto d' esto viver lieto E Sisto e Pio e Calisto ed Urbano Sparser lo sangue dopo molto fleto.

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