Delle relazioni intime che esistono tra la filosofia di Aristotele e le dottrine di San Tomaso e di Dante esposizione storico-critica

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Borgarelli, 1871 - 62 pages
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Page 40 - Nell'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, più al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar dell'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti. Questi ne porta il foco inver la luna, questi ne' cor mortali è permotore, questi la terra in sé stringe e aduna.
Page 36 - Apri alla verità, che viene, il petto, e sappi che, si tosto come al feto l'articolar del cerebro è perfetto, lo Motor primo a lui si volge lieto sovra tant'arte di natura, e spira . spirito nuovo di virtù repleto, che ciò che trova attivo quivi, tira in sua sustanzia, e fassi un'alma sola che vive, e sente, e sé in sé rigira.
Page 47 - Esce di mano a Lui che la vagheggia, Prima che sia, a guisa di fanciulla Che piangendo e ridendo pargoleggia, L'anima semplicetta che sa nulla, Salvo che, mossa da lieto Fattore, Volentier torna a ciò che la trastulla.
Page 44 - E dèi saver che tutti hanno diletto, Quanto la sua veduta si profonda Nel vero, in che si queta ogn
Page 38 - Dio volere essere ( perocchè, siccome nello allegato libro si legge, prima cosa è l'essere, e anzi a quello nulla è ), l'anima umana esser vuole naturalmente con tutto desiderio. E perocchè il suo essere dipende da Dio, e per quello si conserva, naturalmente disia e vuole a Dio essere unita per lo suo essere fortificare.
Page 35 - ... divenga fante, non vedi tu ancor: quest'è tal punto che più savio di te già fece errante; sì che, per sua dottrina, fé' disgiunto dell'anima il possibile intelletto, perché da lui non vide organo assunto.
Page 45 - Perigli siete giunti all' occidente A questa tanto picciola vigilia De' vostri sensi, ch' è del rimanente Non vogliate negar l' esperienza, Diretro al sol, del mondo senza gente. Considerate la vostra semenza : Fatti non foste a viver come bruti, Ma per seguir virtute e conoscenza.
Page 32 - Ciò che non muore e ciò che può morire Non è se non splendor di quella idea Che partorisce, amando, il nostro sire; Che quella viva luce che sì mea 55 Dal suo lucente, che non si disuna Da lui, nè dall...
Page 47 - Lume non è, se non vien dal sereno Che non si turba mai, anzi è tenebra, Od ombra della carne, o suo veleno. Assai t' è mo aperta la latebra, Che t...
Page 39 - Dunque all' essenza, ov' è tanto avvantaggio, Che ciascun ben che fuor di lei si trova, Altro non è ch' un lume di suo raggio, Più che in altra convien che si mova La mente, amando, di ciascun che cerne Lo vero, in che si fonda questa prova.

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