I sette cerchi del Purgatorio di DanteL.F. Cogliati, 1896 - 339 pages |
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accidia Aglauro altrui amore anco angeli anime antichi ARTICOLO atti avarizia avea beati beatitudine bella bellezza canta carità celeste ch'egli chè chiama cielo colla Cristo cuore Dante dell'amore dell'anima dice divino dolore Empireo esempi Eunoe fiamme figliuoli Filomela fiori fragranze Francesco da Buti fuoco giustizia gola grida Iddio immagini Inferno innanzi insieme invidia l'Angelo l'anima lascia luce male Maria meditazione meglio mente metempsicosi mezzo Nazaret Niobe odori Ovidio pace Parad Paradiso Paradiso terrestre parla parole Pasifae patire peccato PENA DEL SENSO penitenti pensiero Perocchè piangere Pisistrato Poeta possa preghiera preghiere principi angelici Purg Purgatorio dantesco purgazione quae quod sacro Santo segg sembianze sentimento sette cerchi settimo cerchio Signore soave Sofocle spiriti superbia supremo terra Tertulliano Tommaso tormento umana umile umiltà vedere vendetta versi VIII Virgilio virgo virtù vizio XVII XVIII XXVI ΧΙ
Popular passages
Page 306 - Quivi è la rosa in che il verbo divino carne si fece; quivi son li gigli al cui odor si prese il buon cammino.
Page 324 - Di tante foglie, e quindi risaliva Là dove il suo amor sempre soggiorna. Le facce tutte avean di fiamma viva, E l' ale d' oro, e I' altro tanto bianco, Che nulla neve a quel termine arriva.
Page 324 - IN forma dunque di candida rosa Mi si mostrava la milizia santa, Che nel suo sangue CRISTO fece sposa ; Ma l' altra, che volando vede e canta La gloria di colui che la innamora, E la bontà che la fece cotanta, Sì come schiera d' api, che s' infiora Una fiata, ed una si ritorna Là dove suo lavoro s' insapora, Nel gran fior discendeva, che s'- adorna Di tante foglie, e quindi risaliva Là dove il suo amor sempre soggiorna.
Page 261 - Più non si va, se pria non morde, anime sante, il foco: intrate in esso, ed al cantar di là non siate sorde...
Page 82 - Deum laudamus' mi parea udire in voce mista al dolce suono. Tale imagine a punto mi rendea cio ch'io udiva, qual prender si suole quando a cantar con organi si stea; ch'or si or no s'intendon le parole.
Page 222 - Quel dolce pome, che per tanti rami Cercando va la cura de' mortali, Oggi porrà in pace le tue fami: Virgilio inverso me queste cotali Parole usò, e mai non furo strenne Che fosser di piacere a queste iguali.
Page 293 - Su per lo suoi che d ogni parte oliva. Un'aura dolce senza mutamento Avere in sé, mi feria per la fronte Non di più colpo che soave vento: Per cui le fronde, tremolando pronte, Tutte quante...
Page 135 - E qual soffrisse di starla a vedere Diverria nobil cosa, o si morria: E quando trova alcun che degno sia Di veder lei, quei prova sua virtute; Che gli avvien ciò che gli dona salute, E si l'umilia, che ogni offesa oblia.
Page 200 - Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre, Non la tua conversion, ma quella dote Che da te prese il primo ricco patre!
Page 158 - Scriptor honoratum si forte reponis Achillem, Impiger, iracundus, inexorabilis, acer, Jura neget sibi nata, nihil non arroget armis.
