Bullettino della Società dantesca italiana, Volume 5

Front Cover
Società dantesca italiana., 1898
 

Selected pages

Other editions - View all

Common terms and phrases

Popular passages

Page 115 - Questo sarà luce nuova, sole nuovo, il quale surgerà ove l'usato tramonterà, e darà luce a coloro che sono in tenebre e in oscurità per lo usato sole che a loro non luce...
Page 150 - E se alcuno volesse me riprendere di ciò, ch'io non scrivo qui le parole che seguitano a quelle allegate, escusomene, però che lo intendimento mio non fue dal principio di scrivere altro che per volgare : onde, con ciò sia cosa che le parole che seguitano a quelle che sono allegate, siano tutte latine, sarebbe fuori del mio intendimento se le scrivessi. E simile intenzione so ch'ebbe questo mio primo amico, a cui io ciò scrivo, cioè ch'io li scrivessi solamente volgare.
Page 1 - Quand' io che meco avea di quel d' Adamo, Vinto dal sonno, in sull' erba inchinai Ove già tutti e cinque sedevamo. Nell' ora che comincia i tristi lai La rondinella presso alla mattina, Forse a memoria de' suoi primi guai, E che la mente nostra peregrina Più dalla carne, e men da...
Page 84 - Ma tanto più maligno e più silvestre, Si fa il terren col mal seme e non colto, Quant'egli ha più del buon vigor terrestre.
Page 162 - Dico bene che, a più aprire lo intendimento di questa canzone, si converrebbe usare di più minute divisioni ; ma tuttavia chi non è di tanto ingegno che per queste che sono fatte la possa intendere, a me non dispiace se la mi lascia stare, che certo io temo d'avere a troppi comunicato lo suo intendimento pur per queste divisioni che fatte sono, s'elli avvenisse che molti le potessero audire.
Page 54 - La faccia sua era faccia d'uom giusto, tanto benigna avea di fuor la pelle, e d'un serpente tutto l'altro fusto. Due branche avea pilose infin l'ascelle; lo dosso e '1 petto e ambedue le coste dipinti avea di nodi e di rotelle.
Page 166 - E poi piaccia a colui che è sire de la cortesia, che la mia anima se ne possa gire a vedere la gloria de la sua donna, cioè di quella benedetta Beatrice, la quale gloriosamente mira ne la faccia di colui qui est per omnia secula benedictus (XLII, 2-3).
Page 112 - E qual' è stata la mia vita, poscia Che la mia donna andò nel secol novo, Lingua non è che dicer lo sapesse. E però, donne mie, per ch' io volesse, Non vi saprei ben dicer quel ch' io sono; Sì mi fa travagliar l' acerba vita: La quale è sì invilita, Che ogni uomo par mi dica: Io t' abbandono, Vedendo la mia labbia tramortita. Ma qual ch...
Page 80 - Quidni ? nonne solis astrorumque specula ubique conspiciam ? Nonne dulcissimas veritates potero speculari ubique sub ccelo, ni prius inglorium, immo ignominiosum, populo Florentinaeque civitati me reddam ?—Quippe nee panis deficiet.
Page 72 - Ben dovrebb' esser la tua man più pia, Se state fossim' anime di serpi. Come d' un stizzo verde, che arso sia Dall' un dei capi, che dall' altro geme, E cigola per vento che va via ; Sì della scheggia rotta usciva insieme Parole e sangue : ond' io lasciai la cima Cadere, e stetti come l

Bibliographic information