La divina commedia, col com. di P. Fraticelli, Volume 31852 |
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Acquasparta amore Angeli anime anime fiammeggianti apocope Apollo appresso ARGOMENTO aspetto avea beati Beatrice Bellincion Berti buon Cacciaguida canto carità Carlo Martello cerchio ch'è ch'io Chè Chiesa ciascuno cielo colla colui conviene corpo cotanto creata credo croce Dante desiderio detto dice disio divina dolce donna Empireo essendo esso eterno faville fece Fede fiamma figlia Firenze fuoco furono gente Gesù Cristo ghibellini giro giustizia grado grazia Iddio intende l'altra l'Aquila laggiù letizia lieta luce lume Luna maggior maraviglia Maria mente mondo mortali mosse muove natura occhi omai padre Paradiso parlare parole perciocchè perocchè Piccarda Pietro Platone Poeta Poscia pria Puglia punto puote quinci quivi raggio ragione Rifeo risplendente ruota segno sembiante sfere celesti Sì ch Sillogizzar Spirito Santo splendore sposa di Gesù stella terra tosto umana vale a dire veder vedere vedrai veggio vidi virtù viso vista volge vuol
Popular passages
Page 163 - Ond' ella toglie ancora e terza e nona, Si stava in pace, sobria e pudica. Non avea catenella, non corona, Non donne contigiate, non cintura Che fosse a veder più che la persona. Non faceva, nascendo, ancor paura La figlia al padre, ché il tempo e la dote Non fuggian quinci e quindi la misura.
Page 282 - Come la fronda, che flette la cima Nel transito del vento, e poi si leva Per la propria virtù che la sublima, Fec' io (in tanto in quanto ella diceva) Stupendo; e poi mi rifece sicuro Un disio di parlare, ond...
Page 336 - Diffuso era per gli occhi e per le gene Di benigna letizia in atto pio , Quale a tenero padre si conviene. Ed , ella ov
Page 101 - Perch' ella favorò la prima gloria Di Josuè in su la Terra Santa , Che poco tocca al papa la memoria. La tua città, che di colui è pianta, Che pria volse le spalle al suo Fattore, E di cui è la 'nvidia tanto pianta, Produce e spande il maladetto fiore , C' ha disviate le pecore e gli agni , Perocché fatto ha lupo del pastore. Per questo l' Evangelio ei Dottor magni Son derelitti, e solo ai Decretali Si studia sì , che pare a
Page 12 - Nell'ordine ch'io dico sono accline tutte nature, per diverse sorti, più al principio loro e men vicine; onde si muovono a diversi porti per lo gran mar dell'essere, e ciascuna con istinto a lei dato che la porti. Questi ne porta il foco inver la luna, questi ne' cor mortali è permotore, questi la terra in sé stringe e aduna.
Page 31 - S' essere in carità è qui necesse, E se la sua natura ben rimiri. Anzi è formale ad esto beato esse Tenersi dentro alla divina voglia, Per ch' una fansi nostre voglie stesse. Sì che, come noi sem di soglia in soglia Per questo regno, a tutto il regno piace, Com' allo re ch
Page 144 - Ch' io ho veduto tutto il verno prima II prun mostrarsi rigido e feroce, Poscia portar la rosa in su la cima; E legno vidi già dritto e veloce Correr lo mar per tutto suo cammino, Perire al fine all
Page 25 - Virtù diversa fa diversa lega col prezioso corpo ch'ella avviva, nel qual, sì come vita in voi, si lega. Per la natura lieta onde deriva, la virtù mista per lo corpo luce come letizia per pupilla viva.
Page 186 - E quel che più ti graverà le spalle, sarà la compagnia malvagia e scempia con la qual tu cadrai in questa valle...
Page 149 - Che ben mostrar disio de' corpi morti: Forse non pur per lor , ma per le mamme, Per li padri, e per gli altri che fur cari, Anzi che fosser sempiterne fiamme. Ed ecco intorno di chiarezza pari Nascer un lustro sopra quel che v' era, A guisa d
