Deutsches Dante-Jahrbuch, Volume 10Böhlau Verlag, 1928 |
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Popular passages
Page 207 - Gallehault was the book and he who wrote it; that day we read no farther in it.
Page 57 - Risposi lui, voi non sareste ancora Dell'umana natura posto in bando: Che in la mente m' è fitta, ed or m'accora La cara e buona imagine paterna Di voi, quando nel mondo ad ora ad ora M...
Page 55 - Li ruscelletti, che de' verdi colli Del Casentin discendon giuso in Arno, Facendo i lor canali e freddi e molli, Sempre mi stanno innanzi, e non indarno ; Che 1' imagine lor via più m' asciuga, Che il male, ond' io nel volto mi discarno. La rigida giustizia, che mi fruga, Tragge cagion del luogo, ov' io peccai, A metter più gli miei sospiri in fuga.
Page 92 - Tanto vogl'io che vi sia manifesto, pur che mia coscienza non mi garra, ch'a la Fortuna, come vuol, son presto. Non è nuova a li orecchi miei tale arra: però giri Fortuna la sua rota come le piace, e '1 villan la sua marra...
Page 199 - Et quamvis ad voluptatem nostram sive nostre sensualitatis quietem in terris amenior locus quam Florentia non existat, revolventes et poetarum et aliorum scriptorum volumina, quibus mundus universaliter et membratim describitur, ratiocinantesque in nobis situationes varias mundi locorum et eorum habitudinem ad...
Page 39 - Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto Di tua lezione, or pensa per te stesso, Com' io potea tener lo viso asciutto, Quando la nostra imagine da presso Vidi sì torta, che il pianto degli occhi Le natiche bagnava per lo fesso. Certo i' piangea, poggiato ad un de' rocchi Del duro scoglio, sì che la mia scorta Mi disse : « Ancor se' tu degli altri sciocchi ? Qui vive la pietà, quando è ben morta.
Page 91 - Quest'è colei ch'è tanto posta in croce pur da color che le dovrien dar lode, dandole biasmo a torto e mala voce. Ma ella s'è beata e ciò non ode: con l'altre prime creature lieta volve sua spera e beata si gode. Or discendiamo ornai a maggior pieta: già ogni stella cade che saliva quand'io mi mossi, e '1 troppo star si vieta...
Page 41 - Sapienza, quanta è l'arte che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo, e quanto giusto tua virtù comparte!
Page 119 - Quegli ch' usurpa in terra il luogo mio, II luogo mio, il luogo mio che vaca Nella presenza del Figliuol di Dio, Fatto ha del cimiterio mio cloaca Del sangue e della puzza, onde 'l perverso Che cadde di quassù laggiù si placa'. Di quel color che per lo sole avverso Nube dipinge da sera e da mane, Vid...
Page 198 - Samum biberimus ante dentes et Florentiam adeo diligamus ut, quia dileximus, exilium patiamur iniuste, rationi magis quam sensui spatulas nostri iudicii podiamus.
