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La concreata et perpetua sete

del Deiforme Regno cen portava,

veloci quasi, come 'l Ciel vedete. Beatrice, in suso; et io in lei guardava:

et (forse in tanto, in quant' un quadrel posa ;

et vola, et da la noce si dischiava ) Giunto mi vidi, ove mirabil cosa

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mi tors' el viso a sè; et però quella, cu' non potea mi' ovra esser ascosa Volta ver me, sì lieta come bella: Driza la mente in Dio grata, mi disse; chè n'à congiunti con la prima Stella. Parev' a me che nube pe coprisse

lucida, spessa, solida ; et polita, quasi adamante, che lo Sol ferisse. Per entro sè, l'eterna margarita

ne ricevette; com' aqua recepe ragio di Sole, permanendo unita. S'io era corpo; et qui non si concepe com' una dimmension altra patio,

( ch'esser convien, se corpo in corpo repe): Accender ne dovria più il disio

di veder quella Essentia; in che si vede, come nostra natura, et Dio s' unio. Lì si vedrà ciò, che tenem per Fede

non dimostrato ; ma fia per sè noto,
a guisa del ver primo, che l'uom crede.

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Io rispuosi: Madonna, sì devoto,

quant' esser posso più, ringratio Lui, lo qual dal mortal Mondo m' à rimoto; Ma ditemi che son li segni bui

di questo corpo; che, là giuso in Terra, fan di Cayn favolegiare altrui ? Ella sorrise alquanto; et poi: S'elli erra l'opinion, mi disse, de' Mortali, dove chiave di senso non diserra ; Certo non ti dovrèn punger li strali d'ammiration oma'; poi, dietro ai sensi, vedi che la Ragione à corte l'ali : Ma dimmi quel, che tu da te ne pensi. Et io: Ciò, che n'appar qua su diverso, credo che fanno i corpi rari e' densi.

Et ella Certo, assa' vedrai sommerso
nel falso il creder tuo; se ben ascolti
l'argomentar, ch' i li farò averso.
La Spera octava vi dimostra molti
lumi; li quali, nel quale et nel quanto
notar si posson di diversi volti.
Se raro et denso ciò facesser tanto ;
una sola virtù sarebe in tutti,

più et men distributa, et altrettanto. Virtù diverse, esser convegnon frutti di principj formali; et quei, fuor c'uno, seguiteriano a tua ragion distrutti.

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Ancor se raro fosse di quel bruno

cagion, che tu dimandi; o, d'oltre in parte, fora di sua materia sè digiuno

Esto Pianeta: sì, come comparte

lo grasso e 'l magro un corpo, così questo nel su' volume cangerebe carte. Se 1 primo fosse; fora manifesto ne l'eclipsi del Sol, per trasparere lo lume, come in altro raro ingesto.

Questo non è però è da vedere

dell' altro ; et, s' elli avien ch' io l'altro cassi,

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S'elli è, che questo raro non trapassi; esser convien un termine, da onde lo su' contraro più passar non lassi : Et indi l'altrui ragio si rifonde.

così, come color torna per vetro, lo qual diretr' a sè piombo nasconde. Or dirai tu, ch' el si dimostra tetro quivi lo ragio più chennaltre parti, per esser lì rifracto più a retro. Da questa instantia può diliberarti experientia, se giammai la pruovi;

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ch' esser suol fonte ai rivi di vostr' arti.

Tre specchi prenderai; e due rimovi

da te d'un modo; et l'altro, più rimosso,

tra 'mbo li primi li occhi tuoi ritrovi :

Rivolto ad essi, fa che di po' l dosso

ti stea un lume ch' e' tre specchi accenda; et torni ad te da tutti ripercosso: Benchè, nel quanto, tanto non si stenda la vista più lontana: lì vedrai, come convien ch' igualmente risplenda. Or come ai colpi de li caldi rai de la neve riman nudo 'I sugetto, et dal color, et dal freddo primai: Così, rimaso te ne l'intellecto, vollio informar di luce si vivace; che ti tremolerà nel su' aspetto. Dentro dal Ciel de la Divina páce si gira un corpo; ne la cui virtute, l'esser di tutto suo contento giace: Lo Ciel seguente, c'à tante vedute, quel esser parte per diverse essenze da lui distinte, et da lui contenute : Li altri Giron, per varie differenze,

le distintion che dentro da sè ànno, dispongon a lor fin et lor semenze. Questi organi del Mondo così vanno, come tu vedi omai, di grado in grado; che di su prendon, et di solto fanno. Riguarda ben omai, sì com' i' vado, per esto loco, al vero che disiri; sì, che poi sappi sol tener lo guado.

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Lo moto et la virtù de' Santi Giri, come dal fabro l'arte del martello, da' Beati Motor conven che spiri. El Ciel, cui tanti lumi fanno bello, da la Mente profonda, che lui volve, prende l'image et fassine suggello. Et come l'alma, dentr' a vostra polve per differenti membra, et conformate a diverse potentie, si risolve; Così l'Intelligentia sua bontate multiplicata, per le Stelle spiega, girando se sovra sua unitate. Virtù diversa fa diversa lega

col pretioso corpo, che l'aviva; nel qual, sì come vita, in lui si lega. Per la Natura lieta, onde deriva, la virtù mista per lo corpo luce; come letitia per pupilla viva.

Da essa vien, ciò che da luce a luce

par differente; non da denso et raro: essa è formal principio; che produce, Conforme a sua bontà, lo turbo e 'l chiaro.

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