Commento sui primi cinque canti dell'Inferno di Dante: e quattro lettereImp. regia stamperia, 1819 - 103 pages |
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Commento Sui Primi Cinque Canti Dell'inferno Di Dante Lorenzo Magalotti (Conte) No preview available - 2025 |
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Accademia fiorentina Acheronte alcuna altra amor angelo anime Apamea aria assai avea aver Babilonia Bagadet balenò una luce Beatrice bella Benucci Boezio buja campagna Tremò Cairo canto CANTO QUINTO CANTO TERZO canzone Caronte castello cerchio ch'e ch'egli che'l chỉ chiama Cielo commentatori costume credere d'Egitto d'Iddio Daniello dannati Dante dire divina dove'l Egitto Eneide equivoco erano essendo esso eterna Fabbroni Falconieri fioco Firenze fiume Francesca Galealto gentil grandissimo Iddio imitazione Inferno intende l'altro l'anime Lancillotto legge lettera lettere Limbo lode Lorenzo Magalotti luce vermiglia luogo maggior manda maraviglio morte mossa mostra notisi parla passo paura peccatori Petrarca Pier delle Vigne Piero pietà piglia preso Quinto Canto quivi ragione sciaurati Scilla scrisse selva Semiramide senso sentimento Sicheo significato smarrito Soldano sonetti sonno spiega teologia terremoto terzetto terzo tormento trova tuono vedere Veggasi Vellutello venne venuta verisimile vero verso vidi Virgilio vuol γὰρ ἐν καὶ
Popular passages
Page 42 - E se di voi alcun nel mondo riede, Conforti la memoria mia, che giace Ancor del colpo che invidia le diede. Un poco attese, e poi: Da ch...
Page 70 - La bufera infernal, che mai non resta, Mena gli spirti con la sua rapina ; Voltando e percotendo li molesta.
Page 50 - Ch' al sommo de' tre gradi ch' io parlai, Ov' ha il vicario di Pietro le piante. Trema forse più giù poco od assai ; Ma, per vento che in terra si nasconda, Non so come , quassù non tremò mai...
Page 86 - Tuttavia dopo alquanto tempo la mia mente che s' argomentava di sanare provvide, poi che né il mio né l' altrui consolare valea, ritornare al modo che alcuno sconsolato avea tenuto a consolarsi. E misimi a leggere quello non conosciuto da molti libro di Boezio, nel quale cattivo e discacciato consolato s' avea. E udendo ancora che Tullio scritto avea un altro libro nel quale trattando...
Page 19 - O mente, che scrivesti ciò ch' io vidi, Qui si parrà la tua nobilitate. Io cominciai : Poeta, che mi guidi, Guarda la mia virtù, s' eli' è possente, Prima ch' ali' alto passo tu mi fidi. Tu dici, che di Silvio lo parente, Corruttibile ancora, ad immortale Secolo andò, e fu sensibilmente : Però se l'avversario d' ogni male Cortese fu, pensando l' alto effetto Ch' uscir dovea di lui, e 'l chi, e 'l quale, Non pare indegno ad uomo d...
Page 56 - Dimmi, maestro mio, dimmi, signore, Comincia' io, per voler esser certo Di quella fede che vince ogni...
Page 69 - Vuoisi così colà, dove si puote Ciò che si vuole, e più non dimandare.
Page 57 - Rispose : Io era nuovo in questo stato, Quando ci vidi venire un possente Con segno di vittoria coronato. Trasseci l' ombra del primo parente, D...
Page 27 - Beatrice, loda di Dio vera, che non soccorri quei che t'amò tanto, ch'uscì per te de la volgare schiera? non odi tu la pietà del suo pianto? non vedi tu la morte che '1 combatte su la fiumana ove '1 mar non ha vanto?'.
Page 25 - Quando sarò dinanzi al Signor mio, Di te mi loderò sovente a lui. Tacette allora; e poi comincia...
