Storia della letteratura italiana

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Felice le Monnier, 1863 - 492 pages
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Popular passages

Page 126 - E avvegnaché duro mi fosse prima entrare nella loro sentenza, finalmente v'entrai tant'entro, quanto l'arte di grammatica ch'io avea e un poco di mio ingegno potea fare; per lo quale ingegno molte cose, quasi come sognando, già vedea; siccome nella Vita Nuova si può vedere.
Page 186 - ... li tredici canti , li quali alla divina Commedia mancavano, e da loro non saputi trovare. Raccontava uno valente uomo ravegnano, il cui nome fu Piero Giardino, lungamente discepolo stato di Dante, che dopo l'ottavo mese dal dì della morte del suo maestro , era una notte , vicino all...
Page 378 - E richiedendo il suo male ch'ella stesse in totale riposo e silenzio, fedelmente io le stava a pie del letto seduto per servirla; e ci stava dalla mattina alla sera, senza pure aprir bocca per non le nuocere col farla parlare. In una di queste poco, certo, divertenti sedute, io mosso dal tedio, dato di piglio a cinque o sei fogli di carta che mi caddero sotto mano, cominciai così a caso, e senza aver piano nessuno, a schiccherare una scena...
Page 23 - Medici mi cominciassino adoperare, se dovessino cominciare a farmi voltolare un sasso ; perché se io poi non me li guadagnassi, io mi dorrei di me, e per questa cosa, quando la fussi letta, si vedrebbe che quindici anni che io sono stato a studio dell...
Page 264 - ... 1 corsaletto indosso, e nel cappello avea un pennacchio rosso. 34 Ma la dea de le biade e '1 dio del vino venner congiunti e ragionando insieme: Nettun, si fé' portar da quel delfino, che fra l'onde del ciel notar non teme; nudo, algoso e fangoso era il meschino, di che la madre ne sospira e geme, ed accusa il fratel di poco amore, che lo tratti così da pescatore.
Page 143 - Legno senza vela e senza governo, portato a diversi porti e foci e liti dal vento secco che vapora la dolorosa povertà. E sono vile apparito agli occhi a molti, che forse per alcuna fama in altra forma mi aveano immaginato ; nel cospetto de...
Page 207 - Facesti come quei che va di notte, Che porta il lume dietro, e sé non giova, Ma dopo sé fa le persone dotte, Quando dicesti: « Secol si rinnuova; «Torna giustizia, e primo tempo umano, » E progenie discende dal ciel nuova.
Page 180 - E se licito m' è, o sommo Giove, Che fosti in terra per noi crucifisso, Son li giusti occhi tuoi rivolti altrove? O è preparazion, che nell'abisso Del tuo consiglio fai per alcun bene, In tutto dall'accorger nostro scisso?
Page 244 - Io fui nel mondo vergine sorella: E se la mente tua ben mi riguarda , Non mi ti celerà l'esser più bella; Ma riconoscerai eh' io son Piccarda , Che, posta qui con questi altri beati, Beata son nella spera più tarda.
Page 22 - Così rinvolto in questa viltà traggo il cervello di muffa, e sfogo la malignità di questa mia sorte, sendo contento mi calpesti per quella via, per vedere se la se ne vergognasse.

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