La Camorra: studio di sociologia criminale

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Bocca, 1890 - 237 pages
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Page 85 - E come quei che con lena affannata Uscito fuor del pelago alla riva, Si volge all'acqua perigliosa e guata; Così l'animo mio che ancor fuggiva, Si volse indietro a rimirar lo passo, Che non lasciò giammai persona viva.
Page 8 - Funesta dote d'infiniti guai Che in fronte scritti per gran doglia porte; Deh fossi tu men bella, o almen più forte, Onde assai più ti paventasse, o assai T'amasse men chi del tuo bello ai rai Par che si strugga, e pur ti sfida a morte!
Page 33 - Che l'arco de lo essilio pria saetta. Tu proverai sì come sa di sale Lo pane altrui, e come è duro calle Lo scendere e '1 salir per l'altrui scale.
Page 74 - In tal guisa avvenne che all' arrivo alla Vicarìa del signor Michele Persico e del barone Carlo Poerio, si presentò loro dinanzi un compagno di carcere, (oggi onest' uomo) il quale fatta una profonda riverenza, disse offrendo loro due stili « Prendete, eccellenze, noi vi autorizziamo a portare queste armi. » Ma oltre alla tassa regolare che il camorrista imponeva ai prigionieri di buona condizione, assegnava ad essi i domestici destinati al loro servizio ; ve ne erano di tre specie: i servi,...
Page 150 - È un fatto sfuggito forse ai più degli osservatori, appunto per la sua semplicità e frequenza, e appena avvertito ora con chiarezza da Moreau, Perez e Bain, che i germi della pazzia morale e della delinquenza si trovano, non per eccezione, ma normalmente, nelle prime età dell'uomo, come nel feto si trovano costantemente certe forme che nell'adulto sono mostruosità, dimodoché il fanciullo rappresenterebbe come un uomo privo di senso morale, quello che si dice dai freniatri un folle morale, da...
Page 121 - Nelle elezioni proibivano tale o tal' altra candidatura, confortando co' loro bastoni la coscienza e la religione degl' elettori. Nè si contentavano di inviare un deputato alla Camera, e sorvegliarne da lungi la condotta ; spiavano il suo contegno, si facevano leggere i suoi discorsi, non sapendo leggerli da sè medesimi. Quando non erano contenti di lui, lo salutavano, al suo ritorno da Torino, con un bestiale concerto di fischi e di grida, che scoppiava la sera all' improviso sotto le finestre...
Page 47 - Lo sfregio si pratica anche contro lo donne infedeli o semplicemente sospettate tali. Talvolta non ha altro scopo che quello di contrassegnare la donna del proprio cuore, perché qualche Don Giovanni di piazza, riconoscendola per la bella del camorrista, smetta qualsiasi velleità di corteggiarla. E, strano pervertimento morale, le donne subiscono lo sfregio con orgoglio, come una pruova sicura del forte amore di cui son l'oggetto, mostrandosi (fenomeno unico in donne volgari) più curanti dell'onore...
Page 95 - Rapporti dei camorristi fra loro. Lo straniero e anche l'Italiano, che or fa poco tempo sbarcava a Napoli, spesso era meravigliato, mentre toccava terra, vedendo un uomo robusto accostarsi al suo barcaiuolo, e ricevere da lui, segretamente, un soldo o due. Se il viaggiatore prendeva vaghezza di chiedere chi fosse quel!

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