Diritto amminstrativo d'Italia informato al carattere nazionale: e necessità di emanciparne la sposizione teorica dalle influenze prevalenti de' metodi stranieri] Prolusione accademica letta nella Regia università di Pavia nel 23 novembre 1863 dal cavaliere Giovanni de Gioannis Gianquinto ...

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E. Bizzoni, 1864 - 418 pages
 

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Page 111 - Ma quello ingrato popolo maligno, Che discese di Fiesole ab antico ; E tiene ancor del monte e del macigno, Ti si farà, per tuo ben far, nimico : Ed è ragion : chè tra gli lazzi sorbi Si disconvien fruttare al dolce fico. Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; Gente avara, invidiosa, e superba : Da' lor costumi fa che tu ti forbi.
Page 112 - Credevano i nostri principi italiani, prima ch'egli assaggiassero i colpi delle oltramontane guerre, che a uno principe bastasse sapere negli scrittoi * pensare una acuta risposta, scrivere una bella lettera, mostrare ne' detti e nelle parole arguzia e prontezza, sapere tessere una fraude, ornarsi di gemme e d'oro, dormire e mangiare con maggiore splendore che gli altri, tenere assai lascivie intorno, governarsi co...
Page 66 - Nell'ordine ch'io dico sono accline Tutte nature per diverse sorti Più al principio loro, e men vicine : Onde si muovono a diversi porti Per lo gran mar...
Page 253 - ... pericolo e più tumulto. Perché dall'una all'altra di simili esecuzioni non vorrebbe passare il più dieci anni ; perché passato questo tempo, gli uomini cominciano a variare co...
Page 100 - EXCUDENT alii spirantia mollius aera , Credo equidem ; vivos ducent de marmore vultus ; Orabunt causas melius; cœlique meatus Describent radio, et surgentia sidera dicent : Tu regere imperio populos, Romane, memento; Hae tibi erunt artes , pacisque imponere morem , Parcere subjectis, et debellare superbos.
Page 252 - Venne adunque questa battitura estrinseca , acciocché tutti gli ordini di quella città si ripigliassero , e si mostrasse a quel Popolo, non solamente essere necessario mantenere la Religione e la Giustizia , ma ancora stimare i suoi buoni cittadini , e far più conto della loro virtù , che di quelli comodi , di' e' paresse loro mancare mediante l'opere loro.
Page 114 - ... vostri principi, aiutarle e consigliarle. Di che non voglio vi sbigottiate o diffidiate, perché questa provincia pare nata per risuscitare le cose morte, come si è visto della poesia, della pittura e della scultura. Ma quanto a me si aspetta, per essere in là con gli anni, me ne diffido.
Page 418 - E se ben ti ricordi e vedi lume, vedrai te simigliante a quella inferma che non può trovar posa in su le piume, ma con dar volta suo dolore scherma.
Page 113 - Ed io mi dolgo della natura, la quale o ella non mi dovea fare conoscitore di questo, o ella mi doveva dare facultà a poterlo eseguire.
Page 250 - Egli è cosa verissima come tutte le cose del mondo hanno il termine della vita loro; ma quelle vanno tutto il corso che è loro ordinato dal cielo generalmente, che non disordinano il corpo loro ma tengonlo in modo ordinato, o che non altera o s'egli altera è a salute e non a danno suo.

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