Poesiai votēmenai 'n Grēka: traduzioni in Greco-Salentino per le nozze Peschiulli-Palmentola

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Ernesto Thorin, 1885 - 26 pages
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Page 9 - Da che io intesi quelle anime offense, chinai il viso, e tanto il tenni basso, no finché il poeta mi disse: " Che pense? " Quando risposi, cominciai: " O lasso, quanti dolci pensier, quanto disio menò costoro al doloroso passo! " Poi mi rivolsi a loro, e parla' io, e cominciai: " Francesca, i tuoi martiri a lagrimar mi fanno tristo e pio. Ma dimmi: al tempo de' dolci sospiri, a che e come concedette Amore, che conosceste i dubbiosi disiri?
Page 9 - Per più fiate gli occhi ci sospinse Quella lettura, e scolorocci il viso; Ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso Esser baciato da cotanto amante, Questi, che mai da me non fia diviso, La bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: Quel giorno più non vi leggemmo avante.
Page 7 - Per aver pace co' seguaci sui. Amor, che al cor gentil ratto s'apprende, Prese costui della bella persona Che mi fu tolta; e il modo ancor m'offende. Amor, che a nullo amato amar perdona, Mi prese del costui piacer si forte, Che, come vedi, ancor non m'abbandona. Amor condusse noi ad una morte: Caina attende chi vita ci spense." Queste parole da lor ci fur porte. Dante Chinai il viso, e tanto il tenni basso, Fin che il poeta mi disse: "Che pense?
Page 7 - Poichè hai pietà del nostro mal perverso. Di quel che udire e che parlar ti piace Noi udiremo e parleremo a vui, Mentrechè il vento, come fa, si tace. Siede la terra, dove nata fui, Sulla marina dove il Po discende Per aver pace co
Page 7 - Se fosse amico il re dell' universo, Noi pregheremmo lui per la tua pace, Poi c'hai pietà del nostro mal perverso. Di quel che udire e che parlar vi piace Noi udiremo e parleremo a vui, Mentre che il vento, come fa, si tace. Siede la terra dove nata fui, Su la marina dove il Po discende Per aver pace co
Page 5 - Vedrai, quando saranno più presso a noi: e tu allor li prega, per quell'amor che i mena, e quei verranno. » Si tosto come il vento a noi li piega, mossi la voce: < O anime affannate, venite a noi parlar, s'Altri noi niega!
Page 3 - Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d'umiltà vestuta; e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare.
Page 11 - Quando leggemmo il disiato riso esser baciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante ». Mentre che l'uno spirto questo disse, l'altro piangeva sì, che di pietade io venni men così com'io morisse; e caddi come corpo morto cade.
Page 7 - O animai grazioso e benigno, Che visitando vai per l'aer perso Noi che tingemmo il mondo di sanguigno: Se fosse amico il Re dell'universo, Noi pregheremmo lui per la tua pace, Poi che hai pietà del nostro mal perverso.
Page 5 - Cotali uscir della schiera ov'è Dido, A noi venendo per l'aer maligno, Sì forte fu l'affettuoso grido.

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