Versi e prose di Luigi Alamanni, Volume 1 |
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Alamanni albergo alcun allor alma alto altra altrui amaro amico Amor antico Arno avea aver bella buon canto caro cerca ch'io Chè chiama chiaro ciel Cintia colli crede Creonte crudel cura d'ogni danno desir dice doglia dolce dolor donna dono duol duro fallir fede fido figlio fior Flora fortuna forza fugge gentil giorno Giove gran guarda intorno l'alma l'altro lascia lasso leggiadro lieto lodi luce Luna lunge mente mille mondo monte mortal morte nome nulla nuovo occhi oggi ognor omai onor pace padre parlar passi patria pena pensar pensier piangendo Pianta piena pietà poco porta possa pregio prende quei ragion regno santo sdegno seguir sente servo Signor SONETTO sperar spesso talor tema terra terren torni tosche tosto tristo troppo trova vaga vede veder veggio venir venti vero versi vide virtù vista vive voglia volto
Popular passages
Page xxvi - Dopo il sest' anno a rivederti almeno, Superba Italia ; poi che starti in seno Dal Barbarico stuol m' è tolto, ahi lasso ! E con gli occhi dolenti e 'l viso basso Sospiro, e inchino il mio natio terreno, Di dolor, di timor, di rabbia pieno, Di speranza e di gioia ignudo e casso. Poi ritorno a calcar l' Alpi nevose, E 'l buon gallo sentier, ch' io trovo amico Più de' figli d' altrui, che tu de
Page 250 - Ahi, Costantin, di quanto- mal fu matre , Non la tua conversion , ma quella dote Che da te prese il primo ricco patre...
Page xiv - Questi ed ognaltro che la patria tenta Di libera far serva, si arrossisca ; Né dove il nome d' Andrea Doria senta, Di levar gli occhi in viso d
Page 45 - l di che al tuo diporto intendi , Sempre trovi il cammin piano e sicuro ; Deh l' onorato tuo figliuol Tirreno Prega in nome di noi , che più non tenga Gli occhi nel sonno , e che si svegli omai ; E del chiaro Arno suo pietà gli venga , Ch'or, vecchio e servo, e di miserie pieno, Null' altra aita ha più , che tragger guai . Lamento sui mali della sua patria.
Page 366 - Si ch' io scorgessi in parte il lume vero , Che altro che il senso aperse al divin Pietro ; Ma se tanta mercede or non impetro, Non è ch'ei non si mostri almo e sincero; Ma non scorgo ancor io con l' occhio intero Ogni nostra speranza esser di vetro.
Page 276 - Miser colui che in quel che appar di fuori Pon troppa fede, e follemente estima Che sempre nella lingua il cor dimori. ' II saggio in sè colla credenza lima * La più gran parte delle altrui promesse, Nè chiama amico, che nol provi in prima. Non derelitto e sol sarebbe spesse Volte colui, che aver compagni crede, Se avanti al tempo rio così facesse. Porta danno in altrui la troppa fede, Come la poca aver, vergogna apporta, E 'l profitto e l
Page 251 - l vino, Avarizia, ambizion, lussuria, e gola Ti mena al fin, che gia veggiam vicino. Non pur questo dico io, non Francia sola, Non pur la Spagna, tutta Italia ancora Che ti tien d
Page 276 - Null' altro scerne che travaglio e pena. Colui che è in fondo dell' ingiusta ruota, Che i miglior preme, sollevando i pravi, Non è vile animai che noi percuota, E tal che avanti nel tuo cor pensavi Per sangue e per amor congiunto e fido, Sovente è il primo che il tuo peso aggravi. Molti han d' amici falsamente il grido, Che veggendo venir periglio e noia Seguon fortuna come il volgo infido.
Page 273 - Di tal, ch' è dentro di miseria pieno. Non è vita più queta e più soave Che 'l sentir seco la sua mente pia Libera e scarca d...
Page 15 - Dov' or ten vai? chi di te il mondo spoglia? Dov' è il bel dir? dove il cantar soave? Dove l' altre scienze e virtù rare Che in te pur già quasi in suo albergo posi ? Date principio, o Muse, al tristo canto. Pan venne poi con mille altri pastori Doglioso in vista , e dicea seco : Ahi lasso ! Com...