Inferno: Poesia 9

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Amazon Digital Services LLC - KDP Print US, 2018 M08 26 - 134 pages
La terra è una losanga asciutta sulla quale gli uomini corrono la propria esistenza. C'è un solo esito: la morte. Ma non è per tutti la stessa cosa. Chi sulla terra ha vissuto rispettando l'ordine dell'universo creato da Dio, otterrà la beatitudine eterna, nell'eterna luce e nell'eterna conoscenza. Chi quell'ordine lo ha infranto, rivolgendo il proprio desiderio e la propria azione verso fallaci piaceri, avrà la dannazione eterna, nell'eterno dolore e nell'eterna disperazione. Alla conclusione del Medioevo, in piena fioritura culturale, nella città più ricca d'Europa, Firenze, quella città che sta per diventare un faro della civiltà mondiale, nasce il più grande poeta dell'umanità. Si chiama Dante Alighieri. Il mondo oggi ormai lo chiama solo per nome, non serve altro. Tutti sanno chi è. Dopo travagliate vicende personali, Dante, cacciato dalla sua città, privato dei beni e condannato a morte in contumacia, nei primi anni del nuovo secolo, il Trecento, inizia a scrivere il grande poema dell'uomo cristiano. Immagina, sogna di compiere un viaggio, "il viaggio" nel mondo dei morti. E di compierlo da vivo, in carne e ossa. E così, nella proiezione eterna che il viaggio gli consente, ci racconta il suo tempo, la sua vita, i suoi incontri, i suoi amori, gli odi e le furie degli uomini che su quella losanga asciutta si agitano senza pensare che tutto in un lampo finisce e che quel tempo al quale loro affidano tutto non è che un batter di ciglia avvolto dall'eterno. E ora sono lì, davanti ai suoi occhi, gli ex-vivi. I dannati che, rabbiosi o dolenti, rimpiangono, tutti, la luce del sole, il dolce mondo nel quale non hanno speranza lacuna di tornare. I purganti, che non fanno che cantare, perché loro hanno il più grande dei doni: la speranza. E i beati, che sono al cospetto di Dio, la grande luce senza fine, la pura gioia e la pura musica, la conoscenza perfetta, che non ha bisogno dei sensi per rivelarsi. E lì Dante sogna di arrivare. E nessun sogno umano è mai stato così grande e così "vero". Un grande romanzo d'amore, anche, perché Dante arriva nel più puro dei cieli accompagnato dalla ragazza che lo incantò con il suo sorriso, in una strada della sua Firenze, quando avevano, entrambi, nove anni.

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About the author (2018)

Born Dante Alighieri in the spring of 1265 in Florence, Italy, he was known familiarly as Dante. His family was noble, but not wealthy, and Dante received the education accorded to gentlemen, studying poetry, philosophy, and theology. His first major work was Il Vita Nuova, The New Life. This brief collection of 31 poems, held together by a narrative sequence, celebrates the virtue and honor of Beatrice, Dante's ideal of beauty and purity. Beatrice was modeled after Bice di Folco Portinari, a beautiful woman Dante had met when he was nine years old and had worshipped from afar in spite of his own arranged marriage to Gemma Donati. Il Vita Nuova has a secure place in literary history: its vernacular language and mix of poetry with prose were new; and it serves as an introduction to Dante's masterpiece, The Divine Comedy, in which Beatrice figures prominently. The Divine Comedy is Dante's vision of the afterlife, broken into a trilogy of the Inferno, Purgatory, and Paradise. Dante is given a guided tour of hell and purgatory by Virgil, the pagan Roman poet whom Dante greatly admired and imitated, and of heaven by Beatrice. The Inferno shows the souls who have been condemned to eternal torment, and included here are not only mythical and historical evil-doers, but Dante's enemies. The Purgatory reveals how souls who are not irreversibly sinful learn to be good through a spiritual purification. And The Paradise depicts further development of the just as they approach God. The Divine Comedy has been influential from Dante's day into modern times. The poem has endured not just because of its beauty and significance, but also because of its richness and piety as well as its occasionally humorous and vulgar treatment of the afterlife. In addition to his writing, Dante was active in politics. In 1302, after two years as a priore, or governor of Florence, he was exiled because of his support for the white guelfi, a moderate political party of which he was a member. After extensive travels, he stayed in Ravenna in 1319, completing The Divine Comedy there, until his death in 1321.

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